A mio parere:  … al di la dei passi, il ballo  è un’ emozione positiva tra due anime complici che si fondono in un abbraccio con la musica.
(Tiziano)

Ho iniziato a ballare da ragazzino, non avevo ancora la patente e raggiungevo le sale da ballo di allora in motorino. Poderi vicino a Massa Marittima dove una fisarmonica bastava per consentire a tutti di ballare.

Gli studi mi hanno portato in Romagna, figuriamoci se potevo non andare a scuola di ballo nella “patria del liscio”, erano gli anni ’70  l’epoca delle discoteche. A me non piacevono, troppo rumore, troppo fumo, troppo casino e nessuna possibilità di un contatto fisico, nessuna comunicazione ne fisica ne verbale.

Il tempo in discoteca passava aspettando “i lenti”,  quando finalmente arrivavano non  era affatto scontato trovare il coraggio di “invitare” ne di riuscire a strappare un abbraccio.

Fanculo ai lenti !! Era l’epoca del Boogie-Boogie e Rock acrobatico, quelli si che mi piacevano !! Ritmo, intesa e contatto !! Bel gruppo, tanti amici e tanta allegria.

Per tutto un insieme di fattori o casualità, certamente per la necessità di muovermi, ho ricomciato a ballare da dove ero rimasto …. il liscio !!

In più riprese mi sono avvicinato ai caraibici … salsa, bachata, merengue. La necessità di muovermi era in parte soddisfatta, ma il ballo non è solo movimento.

Ballando sentivo i benefici fisici del movimento tanto auspicato e consigliato dai medici, ma qualcosa non funzionava. Ballare mi emozionava …. mi emozionava tanto, mi faceva stare bene  ….. cosa non stava funzionando ?

A quasi cinquant’anni mia cugina scopre il ballo, un’occasione che mi porta a ritrovarmi a ballare tentando di trasmetterle qualche mia pregressa conoscenza.
Tento sopratutto di trasmetterle un “mio ricordo“: …. devi ballare prima con la pancia e con la testa e dopo con le gambe. Non pensare ai passi, ascolta con il tuo corpo il tuo cavaliere, ascolta la musica, i passi verranno da soli.

Ricordavo bene queste sensazioni, ma in verità non le vivevo, sicuramente  non erano così intense come ricordassi. Sarà colpa della vecchiaia mi dicevo ! Tiziano stai ricordando la giovinezza … non il ballo !

Una sera a cena con amici succede l’imprevisto ! Parlando del piu’ e del meno l’amico Nino nomina il Tango Argentino. E’ un attimo, una frazione di secondo, non rimango colpito da quello che dice ma colgo nei suo sguardo, nei suoi occhi e nella sua voce Lei, si proprio Lei … la passione !! Rivedo nei suoi occhi la “Mia passione” per il ballo.

La cena finisce e come spesso succede ognuno ritorna al suo quotidiano e il tempo passa. Io anzichè andare in palestra vado a scuola di Salsa e Bachata, non stò “ballando” stò facendo esercizi fisici. Balli allegri, divertenti, simpatici, molto ritmo relativamente semplici  da imparare se piace il genere. Devo muovermi, mi sto muovendo ed è certamente più gradavole della palestra.

Ogni tanto mi tornava in mente Nino, ma chissà perchè non è mai il momento giusto per fare qualcosa che ti piace finchè non decidi che è arrivato il momento !  E così lo ho chiamato, chiedendo dove andare per veder ballare il tango argentino … e ci sono andato.

Buuuuuummmmmmmm !!!!!
Non ho dovuto fare nulla, ma proprio nulla, è stato tutto automatico. Sono rimasto in piedi a guardare le coppie che ballavano …. ma non le gambe, i piedi o i passi, guardavo l’espressione dei loro volti, guardavo le dame ad occhi chiusi, guardavo gli abbracci ed ascoltavo la musica ….. il mio corpo rispondeva di pancia, di petto e di coscia, un’unica vibrazione dai piedi alla testa, un’unica emozione ….. ho scoperto che quelle emozioni, che quella passione che mi faceva stare tanto bene  non era un falso ricordo sepolto,  aveva un nome ….. Tango Argentino.

Ci sono tanti balli e tanti modi di ballare, secondo me  nessuno è migliore o peggiore dell’altro, nessuno è di serie A o di serie B.  Nessuno è facile e nessuno è difficile da imparare. Nessun ballo rende qualcuno migliore o peggiore, più bravo o meno bravo.
E come dice “Bruno” il mio grande maestro …. iniziare a ballare prima non significa automaticamente saper ballare meglio di chi ha iniziato piu’ tardi.

Adoro il Tango, a prescindere dalla mia capacità tecnica (scarsa), mi emoziona come nessun altro ballo riesce a fare, ma non lo considero esclusivo ed esaustivo del mio carattere, lo spazio per un boogie-boogie, un valzerino ed un bel foxtrot lo lascio sempre.

Davvero un peccato ed uno spreco in milonga non ballare le cortine !!
– e su questa affermazione percepisco piovermi addosso l’ira funesta di tangheri e tanguere con relativo lancio di scarpe in fronte 🙂  🙂

Olè !!

Tango argentino

A nessuno importa se balli male. Alzati e balla. Un ballerino è grande non grazie alla sua tecnica ma alla sua passione